In Italia riscaldamento e acqua calda sanitaria assorbono circa il 95% del gas consumato in casa. Su circa 20 milioni di impianti installati, più del 60% è obsoleto o inefficiente. E c'è un nemico silenzioso che peggiora la situazione anno dopo anno: il calcare. In questa guida vediamo come consumare meno gas per il riscaldamento e per l'acqua calda grazie al trattamento dell'acqua, con soluzioni pratiche, obblighi normativi e agevolazioni fiscali.
Perché il calcare fa aumentare la bolletta del gas
L'acqua riscaldata deposita in media da 0,5 a 1 mm di incrostazioni all'anno all'interno di tubazioni, scambiatori e corpi scaldanti. Bastano pochi millimetri di calcare per isolare le superfici di scambio termico: la caldaia deve lavorare di più per trasferire lo stesso calore.
Il risultato è misurabile:
- fino al +18% di consumo di gas già nei primi anni;
- in pochi anni lo spreco può superare il 50%;
- usura precoce di caldaia, scambiatore e bollitore, con guasti e sostituzioni anticipate.
Trattare l'acqua dell'impianto non è quindi un optional: è il modo più rapido per ridurre i consumi di gas senza sostituire il generatore di calore.
4 buoni motivi per fare il trattamento dell'acqua
- Ripristina l'efficienza originaria: il lavaggio dell'impianto rimuove depositi e fanghi e riporta la resa termica ai valori di progetto.
- Protegge l'impianto nel tempo: filtri, dosatori e condizionanti chimici prevengono nuove incrostazioni e corrosioni, salvaguardando l'efficienza energetica.
- È un obbligo di legge: la normativa vigente prevede l'uso di sistemi di trattamento dell'acqua nei circuiti sanitari e di riscaldamento, da riportare nel libretto di impianto.
- Gode di agevolazioni fiscali: i sistemi di trattamento dell'acqua rientrano tra gli interventi che beneficiano delle detrazioni previste per l'efficienza energetica.
Da dove partire: misura la durezza dell'acqua
Il primo passo è conoscere la durezza dell'acqua di casa tua. Se supera i 25 gradi francesi (°f), un impianto a norma deve prevedere dispositivi specifici.
Impianto di acqua calda sanitaria
Impianto di riscaldamento
- Filtro (defangatore)
- Protettore chimico (inibitore di corrosione)
Come risparmiare gas: 4 interventi che funzionano
1. Lavaggio dell'impianto termico
Il lavaggio e la sanificazione dell'impianto termico — e dell'eventuale impianto solare termico — rimuovono fanghi e depositi accumulati negli anni. L'acqua torna a circolare liberamente, i radiatori scaldano in modo uniforme e l'efficienza energetica risale, con un risparmio immediato in bolletta.
2. Condizionamento chimico dell'impianto
Dopo il lavaggio, proteggi l'impianto installando un filtro defangatore per caldaia e introducendo nel circuito un inibitore di corrosione: tiene sotto controllo corrosioni e incrostazioni nelle caldaie e negli impianti di riscaldamento, mantenendo stabile il rendimento nel tempo.
3. Disincrostazione dello scambiatore e del circuito sanitario
Chiedi al tuo idraulico un lavaggio disincrostante dello scambiatore termico e dell'impianto di acqua calda sanitaria. Oltre a ripristinare l'efficienza originaria, la sanificazione riduce il rischio di proliferazione della Legionella.
4. Protezione continua dell'impianto idrosanitario
Per evitare che il problema si ripresenti, installa a monte dell'impianto i dispositivi di protezione più adatti.
Filtri di sicurezza
Eliminano dall'acqua sabbia e corpi estranei prima che raggiungano caldaia e rubinetteria. Sono indicati per impieghi civili, tecnici e industriali.
Addolcitori compatti
Di dimensioni contenute, riducono la durezza dell'acqua e lavano automaticamente le resine. I modelli più efficienti sono in grado di:
- rimuovere fino a 10 ppm di ferro e manganese;
- trattenere le impurità solide in sospensione.
Dosatori anticalcare
I dosatori anticalcare-anticorrosione sono ideali per impianti idrici, bollitori di accumulo e scambiatori di grandi dimensioni. Dosano in modo automatico e proporzionale prodotti a base di polifosfati, ad azione chelante e sequestrante, che:
- impediscono al carbonato di calcio di depositarsi, prevenendo le incrostazioni;
- formano un film protettivo all'interno delle tubazioni, prevenendo le corrosioni.
Per impianti di grandi dimensioni sono disponibili anche pompe dosatrici anticalcare a dosaggio di precisione. Ricorda infine le ricariche anticalcare: un dosatore senza prodotto non protegge l'impianto.
Quanto si risparmia davvero?
Facciamo due conti. Se il calcare può far crescere i consumi fino al 18% e, negli impianti trascurati, oltre il 50%, un impianto lavato e protetto riporta i consumi ai valori di progetto. Su una bolletta media del gas, significa recuperare in pochi anni il costo dei dispositivi di trattamento — che nel frattempo allungano anche la vita di caldaia e bollitore.
Domande frequenti
Il trattamento dell'acqua è obbligatorio?
Sì, la normativa vigente lo prevede per i circuiti sanitari e di riscaldamento; i dispositivi installati vanno indicati nel libretto di impianto. Sopra i 25 °f di durezza sono richiesti filtro, addolcitore e dosatore sul circuito sanitario, filtro e protettore chimico sul riscaldamento.
Ogni quanto va fatto il lavaggio dell'impianto?
Dipende dalla durezza dell'acqua e dallo stato dell'impianto: chiedi una valutazione al tuo installatore, soprattutto se i radiatori scaldano poco o in modo disomogeneo.
Posso detrarre la spesa?
I sistemi di trattamento dell'acqua rientrano tra gli interventi che godono delle agevolazioni fiscali per l'efficienza energetica: conserva fatture e documentazione dell'intervento.
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